← Leggi in francese · Read in English

L'amaca e i colibrì. Romanzo di Karine BaridonCapitolo 11 —
Il Vichingo senza etichetta

Epigrafi

Il Vichingo — Se arriva l'apocalisse,
sappiamo dove montare il campo base.

Traduzione di lavoro, da far rileggere a un madrelingua.

Il testo

Il suo drak-car XXL non ha adesivi, né nome, solo splendore. Un Apple Store mobile. L'ho soprannominato il Blizzard. Bianco su bianco, passa in incognito, in modalità mimetica. Può girare in mezzo all'Artico senza disturbare un orso polare. L'immacolata concezione su ruote mette in risalto il suo conducente.

Capitolo 11 del romanzo L'amaca e i colibrì: il Vichingo strappa il logo incollato sulla sua maglietta, la mano tesa perché lo lascino in pace

Il Vichingo non porta nessuna marca. Solo il Santo Graal del tessile, il top del top del non-iron, il non plus ultra dell'antipiega, la qualità più-più del su misura. La sua biancheria tecnica a memoria cellulare ha più lauree di me.

Lui — Investo nell'arte, preferisco una firma a una marca. Il mio credo: si rivaluterà? Io non spendo, metto a frutto.

Come i suoi stivaletti di coccodrillo, cuciti a mano, indistruttibili, o i suoi pantaloncini da barca, ingualcibili, impermeabili, traspiranti, antizanzare e silenziosi, chip integrato con connessione satellitare… Persino il suo fruscio è premium.

Lui — Comodo, posso attraversare l'Atlantico con mare forza 10, saprai sempre dove sono. Mi piace avere poche cose. Solo le migliori.

Capitolo 11 del romanzo L'amaca e i colibrì: nel suo immenso hangar, il Vichingo posa fiero in mezzo alle sue barche a vela, alle sue auto d'epoca, ai suoi strumenti musicali e ai suoi vestiti esposti in vetrina.

Mi guardo intorno, poche è un concetto leggermente diverso tra i giganti. Il suo hangar XXL di 300 metri quadrati è un centro commerciale tutto da solo. Ci si trova di tutto: barche, auto, fai-da-te, informatica, vestiti, strumenti musicali per equipaggiare un'orchestra. E due cani di un metro a fare la guardia allo stock. Ha la sindrome dello scoiattolo. Compra a lotti, in taglia XXL, il tutto SENZA ETICHETTE. Non mette in ordine, archivia. Qui gli oggetti vanno in pensione, ma non muoiono mai.

Capitolo 11 del romanzo L'amaca e i colibrì: in cerata gialla e stivali da pescatore, Coraline massaggia un cliente fradicio su un pontile, in piena tempesta, davanti all'hangar del Vichingo.

Ho chiesto un angolo per il mio lettino da massaggio. Mi ha proposto il pontile. Massaggiare in cerata gialla in piena tempesta: ci ho rinunciato.

Lui — Con le mie scorte, posso resistere a una guerra in totale autonomia e reggere un assedio per un anno! Se arriva l'apocalisse, sappiamo dove montare il campo base.

Io — È proprio quello che pensavo… Un po' inquietante, però!


Domenica è Show!

Il giornalista — Perché questo diktat della moda senza logo?

Il Vichingo — Niente etichette, niente marche! Amo la semplicità, la purezza visiva. Controllo la mia immagine. (Il pubblico si alza, sfoggia magliette senza logo in suo onore e lo applaude per 1 minuto.)

Il pubblico — Vi-chin-go! Vi-chin-go!

Capitolo 11 del romanzo L'amaca e i colibrì: lo stemma degli Haldorholm, coronato e custodito da due leoni d'oro, in cui il Vichingo, lancia di ferro in mano, abbatte una cubomedusa davanti al suo drakkar.

Il giornalista proietta uno stemma — Dimentichi il tuo stesso marchio!

Il Vichingo — È il nostro blasone reale. Io sono Lancia di Ferro, l'erede diretto del regno di Haldorholm nel Soumerland.

L'autrice — Okay, Lancia di Fiero. Beh, se non ti disturba troppo, preferisco portare la maglietta del piccolo studio di yoga. Mi ricorda mia sorella, di cui ho disegnato la silhouette. È vero che è un po' segnata dal tempo, ma è la mia coperta di Linus. Il legame affettivo conta più della perfezione.

Il Vichingo — Padronissima. Io preferisco investire in me stesso, nel lusso, negli oggetti firmati, XXL, che acquistano valore col tempo.

L'autrice — Riconosco il tuo gusto per la qualità, su questo non c'è alcun dubbio.

Il Vichingo — Viene dalla mia educazione. Mio padre era mercante d'arte, ha solcato i mari per trovare tesori. Per lui, il banale è mediocre. Quindi per me è naturale. Colleziono belle opere.

L'autrice — Certo, ma da qui ad arricciare il naso per un logo…

Il Vichingo — Ah sì? Eppure, se ricordo bene, sei stata tu ad arrabbiarti per quel profumo di lusso carissimo che ti ho regalato?

L'autrice — Forse perché non era il mio. E perché avrei preferito delle scuse, che, quelle sì, non costano niente.

Il Vichingo — Mio padre non mi ha cresciuto in modalità debole. Un Vichingo non chiede scusa. Offre un regalo di valore.

L'autrice — Grazie, Bjornulf il senza-difetti! È per questo che il collezionista per eredità cura i suoi tesori, ma non la salute del suo fegato.

Il Vichingo — Sciocchezze, ho una salute di ferro! Smentisco categoricamente queste interpretazioni errate e prive di fondamento!

Il giornalista — E perché hai scelto Jeff Bridges* per dare un volto al Vichingo?

L'autrice — È una strizzatina d'occhio. Lui adora Il grande Lebowski*. Solo che è più grande ed eccessivo di Jason Momoa*, con il fair play di Hugh Grant* e l'umorismo vichingo “I don't care” che lo rende unico!

Il giornalista — Come hai scritto il ruolo del Vichingo?

L'autrice — Ho osservato le sue abitudini e l'importanza dei dettagli apparentemente banali, per capirlo meglio.

Il giornalista — Quali, per esempio?

L'autrice — Oh, si mette sistematicamente in un angolo per sorvegliare tutto. E vicino a un'uscita, pronto a scappare nel caso dovesse salvarsi la pelle.

Il Vichingo — Esatto. In caso di pericolo, mi infilo i vestiti ingualcibili in tre secondi. E sono sempre tirato a lucido! Afferro gli auricolari, il portafoglio e le chiavi, che sono sempre a portata di mano, e me la squaglio all'istante, e chi s'è visto s'è visto.

L'autrice — Ecco, il suo look rock'n'roll è una copertura. Rilassato fuori, in allerta dentro. I suoi riccioli d'angelo sfidano il sistema della macchinetta che si è lasciato alle spalle.

Il Vichingo — Falso! Li tengo perché tu adori passarci le mani dentro, viziosa Fräulein!

L'autrice — È irresistibile, ne sono dipendente.

Il giornalista — È comunque un giocatore fortunato e spericolato!

L'autrice — Sì, detto tra noi, confesso che mi rassicura. Le sue contraddizioni rendono umano il semidio. In fondo, è come me, metà umano, metà… assurdo.

Il Vichingo — Sei come tutti i creativi, scambi i tuoi desideri per realtà. Sono venuto qui per difendere il tuo libro, non per comparire davanti al Thing.

L'autrice — Tranquillo, sei indimenticabile! A proposito, invito il lettore a descrivere un personaggio attraverso i suoi oggetti*.

Il giornalista — E perché questa ossessione di essere autosufficiente?

Il Vichingo — Se il mondo brucia, voglio morire al sole. Sono un Vichingo, non un salmone affumicato!

L'autrice — Mi ricordo di una volta in cui mi hai chiamata in preda al panico, per avvertirmi nel tuo linguaggio epico e pieno di incanto:

Il temporale brontola all'orizzonte, il frastuono sale dall'altra parte del mondo.
Il rombo dietro la montagna è assordante!
Hai visto la tempesta a est, il fuoco dall'altra parte della collina?
Già le fiamme corrono lontano, il mare si solleva al largo,
vedo i fulmini sulla mappa, ma non preoccuparti,
se scoppia tutto, scendo a prenderti per fuggire in Portogallo. È tutto pronto:
ho incastrato la valigia accanto alle taniche
di benzina, di scatolette di fagioli e di aringhe.
Se scoppia una bomba, saremo al riparo!

L'autrice — Una bomba che si ferma ai confini del Portogallo? Logico!

Ho riattaccato divertita, ma un po' preoccupata: non sapevo se ci fosse o ci facesse. Presto mi sarei tolta ogni dubbio.

Un romanzo gratuito da leggere online: bio, riciclato, perfetto per accendere il fuoco nelle lunghe sere d'inverno. Trasforma il caos in una miniera d'oro creativa, le paure in risate e i lettori in creatori. Zero rifiuti. Molto ecologico.

Temi del capitolo

Nessuno è perfetto · chi più spende meno spende · fare scorte come uno scoiattolo · prepararsi alla fine del mondo · con la testa tra le nuvole · Il grande Lebowski