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L'amaca e i colibrì. Romanzo di Karine BaridonCapitolo 20 —
In viaggio verso il Nord Ultima
di Karine Baridon
Epigrafi
C'è la rana che si trasforma in principe.
E la reginetta del Re Sole, in raganella del Sud.
A ciascuno il suo.
Il viaggio per immagini
Segui Coraline e il Vichingo sulla mappa stradale: ogni tappa del capitolo è illustrata.
Apri la mappaIl testo
Allora immagina, io, la ragazza del Sud, adoro il sole, il mare e la dolce vita. Sono stata concepita sull'Isola del Corallo, da cui il mio nome. Vivo a Palmeria, sulla Presqu'île du Sel, davanti alle Isole d'Oro e al Croco, tra terra e mare turchese, saline e fenicotteri rosa. Qui siamo rilassati fino alle infradito.
Seguiamo la corsa del sole cambiando isola a seconda dell'ora. La mattina andiamo a fare un tuffo sull'Isola del Levante (soprannominata il Croco) con le sue spiagge di mica. È riservata alle biciclette. I mercati provenzali hanno l'accento del Sud, profumano di lavanda e di olio d'oliva. A mezzogiorno facciamo vela verso l'Isola dello Zenit, una riserva di pesci in un acquario turchese. Sono stata così tanto a mollo nell'acqua di mare che ho la pelle iodata. Mi riconoscono dal profumo di monoi che mi precede. Il pomeriggio si alza il vento, i pini a ombrello cantano al suono delle cicale, le palme ballano nel vento, è la festa delle vele di tutti i colori. La sera ci ritroviamo sull'Isola del Ponente, all'ora in cui il cielo rosa aranciato si riflette nel mare, tutto prende fuoco. È la dimora dei rari nudisti innamorati della libertà, nella sua espressione più bella.
Insomma, la spiaggia è la mia casa, la sabbia il mio lettino, il mare il mio orizzonte. Allora arrivo io con il mio calore e i miei vestitini leggeri, e lì il Vichingo mi guarda dritto negli occhi e mi dice:
Lui — Mettiti un pile. Vieni con me, partiamo per il Grande Nord! Vedrai, è magico!
Io mi immagino:
una vaschetta del ghiaccio gigante dove fa -30 °C.
Colazione: pesce essiccato surgelato.
Attività principale: aspettare tre ore fuori, col culo nel ghiaccio, che un'aurora boreale si degni di fare capolino. Gulp… Certo che, detta così, fa un po' gelare il sangue.
Io — Mi piacerebbe tantissimo vedere questo spettacolo mozzafiato, davvero. Ci sto per il viaggio, ma non per la prova di sopravvivenza. Scusa se sono diretta, ma solo a pensare alle mie chiappe incollate al ghiaccio a -30 °C, si contraggono all'istante. Preferisco aspettare il tramonto a 28 °C! È magico anche quello, e molto più safe per il mio culetto, bello al calduccio nella sabbia. Se no, pensavo piuttosto a una vacanza a Santorini… (Bora Bora è troppo lontana, dirà di no.)
Il Vichingo non lo sa, ma io ho delle visioni magiche, come la sua regina Völva. So esattamente cosa succederà se parto con lui. Vedo tutto il film come se ci fossi. Il Re del Blizzard porta la Reginetta del Sole in road trip da Haldorholm al Nord Ultima. Alla partenza dal Soumerland, verso la mia lacrimuccia per i miei genitori in ansia, rimasti al sole del Sud.
I miei genitori — Tesoro, ci chiami tutti i giorni per farci un rapporto dettagliato. Mettiamo il GPS in localizzazione satellitare per seguire il tuo percorso secondo per secondo!
Lui — Faremo 2500 km in linea d'aria!
Io — Nessun problema… Se no, ho un'altra proposta: andiamo in monopattino elettrico fino alle Maldive.
Lui — 3300 km su strada solo andata, 6600 km andata e ritorno!
Io — Già così mi stende di colpo. È più della traversata degli USA sulla Route 66!
Lui — Ma ho una teardrop costruita con le mie mani, trainata dietro. Per dormire saremo come in un igloo. È più autentico!
Io — Va bene, purché la mia sopravvivenza non dipenda da quanto sono strette le viti. Sono una freddolosa doc, metti l'aria condizionata a 28 °C.
Lui — Non c'è niente di meglio di Big Dog come termocoperta!
Io — Niet! Voi Vichinghi, vi conosciamo! Vi riscaldate soprattutto a rabbia!
Lui — No, ad alcol, a dire il vero! Mio padre ha le sue riserve di aquavit. Io ho le mie birre… Dai, vieni! Il GPS dice che ci vogliono quaranta ore, cioè 7 giorni, solo andata!
Io — Ma siamo in vacanza, non in un raid in 4x4! A che serve guidare, se non ci si può fermare per riposarsi, visitare, conoscere la gente del posto? No, così non va per niente! Bisogna almeno triplicare il tempo del viaggio, andata e ritorno.
Lui — E va bene, dai, concesso! Tira fuori la sua cartina e comincia a vendermi il suo road trip.
Lui — Guarda, prima attraversiamo il Soumerland. Facile, è piatto come una sogliola. Poi lasciamo il Regno delle Dighe Intrepide per le Terre delle nebbie salate. Lì arriviamo al Regno degli Dèi del Mobile. Andiamo di ponte in ponte, di isola in isola.
Me lo vedo già! Vorrei tanto fermarmi, ma dobbiamo andare avanti. Allora mangiamo aringhe affumicate in scatola. Facciamo la sosta pipì a bordo strada. E beviamo caffè tiepidi in mezzo agli spruzzi del mare.
Lui — Saliamo fino al Gran Regno del Bosco Calmo. È lì che, al ritorno, costruirò la mia baita di tronchi.
Qui mi piace tutto. Le foreste di Norborea respirano, e i laghi di Luminör meditano. La gente parla meno e ascolta di più la natura. Ma non abbiamo tempo.
Lui — Dobbiamo proseguire per raggiungere l'Impero dei Fiordi Ruggenti. Dormiremo dai miei genitori, i re dei Vichinghi. Ti faranno assaggiare le loro specialità, ti piaceranno da morire!
Io — Dove abitano?
Lui — Qui, nella Fortezza di Fjordgard, in cima alle scogliere nere che dominano l'oceano. È bellissimo, vedrai! Laggiù ci sono solo vento e sale, cascate infuriate e dèi che dormono nel ghiaccio.
Io — È proprio da lassù che gli uccellini si suicidano buttandosi dalle scogliere per imparare a volare?
Lui — Sì, è fantastico! I Vichinghi hanno adottato la stessa tecnica: abbiamo inventato il wingsuit flying e il base jump! È il nostro modo più rapido per rifornirci. Atterriamo direttamente sui nostri drakkar e andiamo a pescare. Vuoi provare?
Io — Zitto, o il mio cuore smette di battere!
Per fortuna lui crea un diversivo.
Lui — Guarda a ovest, sarà la nostra prossima avventura! L'isola del Regno dei Fuochi ghiacciati. Là dove il respiro della terra fuma, e dove i vulkavik sputano lava fusa.
Io — Pare che gli elfi abbiano i diritti civili e vadano in giro su cavalli minuscoli. È vero?
Lui — Andremo a verificarlo insieme la prossima volta. Non abbiamo tempo. Guarda, arriviamo ad Aurorelia, là dove le luci ballano nel cielo! Dormiremo in un hotel di ghiaccio!
Io — Cosa? Ma sono già allo stremo! Vuoi darmi il colpo di grazia?
Lui — Appunto, il ghiaccio conserva! Vedrai, è bellissimo! Non siamo più tanto lontani, è l'ultima tappa prima del Nord Ultima! Guarda, ci siamo, arriviamo al Regno in Capo al Sole, sul Trono del Gran Freddo, dove la strada finisce, il mare e il cielo si confondono.
Io — Mi stai dicendo che ci siamo sciroppati 3600 chilometri per arrivare in fondo a una strada che non porta da nessuna parte? Mi stai prendendo in giro!
Lui — Ma vedremo delle belle renne, dei caribù, degli alci. Andrò a caccia di un alce gigante, per mettere le sue corna sul mio 4x4. Mangeremo la carne, saremo completamente autosufficienti per tutto il viaggio!
Io — Vuoi dire che andremo in giro tutto il giorno con un morto stecchito sul tetto! Impossibile! Preferisco il pesce fresco, lo comprerò dai pescatori a mosca, ci sono un sacco di laghi, ci sono fiumi dappertutto.
Lui — Va bene, ok, così saranno tutti contenti!
Io — Quindi adesso non ci resta che fare dietrofront?
Lui — Ma no, già che ci siamo, ho troppa voglia di attraversare il mare di ghiaccio, per scoprire il Gros Noland!
Io — IL GROS NOLAND!!! Ma non siamo venuti col Blizzard! E non so costruire un igloo, né guidare sugli sci. Non ho nemmeno la patente per la motoslitta, anzi, non so nemmeno sciare! Teniamocelo per un prossimo road trip, d'accordo? Non tutto il divertimento in una volta! Dai, facciamo dietrofront, per goderci il ritorno!
Lui — Va bene, vedremo sul posto, ma d'accordo! Dai, si riparte! In marcia per costruire la mia baita di tronchi nella foresta! Non vedo l'ora di tagliare i tronchi a rondelle, sarà il top!
Io — Non sono convinta, per niente-per niente! (ho delle visioni, ma non posso dirglielo.)
Lui — È il fatto di stare sola in mezzo al nulla, senza anima viva, che ti scoraggia?
Io — No, mi piace meditare, leggere, scrivere… non mi annoierò!
Lui — È la baita di legno?
Io — No, adoro le case sugli alberi… anzi. Ma lo sento già da qui, il rumore degli alberi che cadono. Scatenerai una migrazione. I Norboreani ti vieteranno il soggiorno!
Lui — Ma è un delirio totale!
Io — Per niente! Ci faremo espellere dal paese e bandire a vita. Non fa ridere! E in più non c'è campo! I miei genitori mi chiamano tutte le sere. Mi sguinzaglieranno dietro l'Interpol, per sapere se va tutto bene.
Ho un'idea! Perché non costruisci la tua casa di legno su palafitte in Sardegna o a Bora-Bora! Ti aiuterò e la sera dormiremo sotto le stelle nella mia amaca. Ammireremo la volta stellata, come Robinson Crusoe!
Lui — Ma no, non ci sarà nessun problema! Vieni, nella foresta, con me, vedrai, è tranquillo. Non c'è nessuno per 500 chilometri tutt'intorno.
Io — Be', è proprio questo il problema. Non corro più il rischio di partire in vacanza in modalità sopravvivenza estrema, per finire come un pesce surgelato nella tua Isola dei Famosi nordica. Non ho voglia di farmi cacciare dal drakkar a -30 °C.
Ho la visione chiarissima di quella che diventerò: la fanciulla dello scudo. Quella guerriera che percorre 500 km a piedi, combattendo contro 3 metri di neve fresca per trovare dei cani da slitta, con pochissime probabilità di incrociarne, in un parco giochi di 25.000.000 di ettari! Allora, prima di impegnarmi, faccio quella famosa conversazione:
Io — E se mi succede qualcosa?
Lui — Sopravviverai. Non sei una cosina fragile. Sei con Il Vichingo!
Io — Sì, ma la regina del Blizzard è solo una raganella del Sud. Gli unici oggetti di sopravvivenza che mi sono portata sono una maschera e un boccaglio. Pratici per pescare nei buchi del ghiaccio, morte assicurata. Scrivo la mia letterina postuma ai miei adorati genitori, giusto per sicurezza:
— Mamma, Papà, vi voglio bene. Vi lascio un ricordo di me, versione salmone Findus.
Allora ho detto:
Io — Ehi, là! Stop! Io immaginavo piuttosto una vacanza su un'isola del Mediterraneo, nel mar dei Caraibi, o perfino sull'Île du Croco, mi va bene tutto! Trattoria coi piedi nell'acqua, lenzuola bianche che svolazzano al vento, pesce alla griglia al sole, bagno nelle acque turchesi. Sopravvivo meglio a 28 °C in riva al mare, coi piedi nella sabbia.
Allora, se vuoi fare il tuo raid andata e ritorno fino al Nord Ultima, per costruire la tua baita di legno in mezzo alla tundra, vai pure, con il tuo amico berserker e Big Dog. Io ti aspetto nella mia amaca a guardare i colibrì, sotto la veranda della mia capanna su palafitte, davanti al mare, con un bel tramonto! Che goduria!
La sua risposta? Non serve essere una Völva per indovinarla…
Il viaggio per immagini
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in capo al mondo · l'aurora boreale · freddolosa doc · gli opposti si attraggono · dire di no a un viaggio · a ciascuno il suo