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L'amaca e i colibrì. Romanzo di Karine BaridonCapitolo 7 —
Driin, i miei genitori

Epigrafi

Daniel Pennac — La saga di Malaussène*


La tribù è il caos che preferiamo.


Gli orchi non si uccidono: si impara a conviverci.


Amare è incassare con stile.

🎧 Audiolibro (in francese) — Capitolo 7, Driin, i miei genitori

La canzone del capitoloSpotify

Traduzione di lavoro, da far rileggere a un madrelingua.

Il testo

Yoga. Siamo tutti sdraiati in meditazione profonda, il nostro essere interiore manda il nostro amore al mondo. Silenzio assoluto. Siamo tutti “UNO”…

DRRRRIIINNG

Capitolo 7 del romanzo L'amaca e i colibrì: in una sala di yoga immersa in una luce dorata, una dozzina di adulti distesi in rilassamento tengono gli occhi chiusi, mentre Coraline, dai lunghi capelli ramati, fa una smorfia e allunga la mano verso il telefono che squilla; frecce con la punta a cuore convergono su di lei.

Tutta la compassione collettiva si condensa su di me. A ogni squillo, frecce d'amore avvelenate mi squarciano le viscere da bambola vudù!

…

La tortura si prende una pausa. Sollievo generale.

…

DRRRRIIINNG Poi riparte in loop. Il mio essere interiore scatta per rispondere, per istinto di sopravvivenza!

Io — (È una prova di pazienza. Chi si innervosisce ha perso.)

(sussurrando) — Pronto, Mamma!

Mamma — Ciao, tesoro, com'è andata la lezione di yoga?

Io — Benissimo! Tempismo perfetto, hai proprio un talento! Mi chiami in piena meditazione. La mia dignità è appena uscita dalla stanza di corsa!

Mamma — Dovresti spegnere il telefono, disturbi tutti. Non ti vergogni?

Io — Troppo tardi. La comunità degli yogi pacifici mi ha gentilmente accompagnata alla porta.

Salsa. Allora ho ripiegato sulla salsa… è conviviale, ci divertiremo un mondo…

Solo che le cose sono cambiate… qui si capisce subito che il ballo è una cosa seria. Si balla in silenzio, con la faccia concentrata.

La maestra annuncia — Mettetevi in coppia.

Subito le coppie raggiungono la loro metà. Io vado verso l'unico uomo senza partner.

Io — Buonasera, piacere di conoscerla. Coraline.

Visibilmente a disagio, non mi risponde, e del resto nemmeno mi guarda… Sento che farmi degli amici sarà un gioco da ragazzi!

La maestra conta i passi. Lui li riconta muovendo le labbra… ma, stranamente, non i piedi? Gambe rigide, fianchi bloccati, guida molle… mi tiene con la punta delle dita… sudaticce… Sembra pronto a darsela a gambe. Pare complicato! Lo compatisco. Lui e la coordinazione non si rivolgono la parola.

Capitolo 7 del romanzo L'amaca e i colibrì: in una sala da ballo dorata, un uomo rigido come un baccalà tiene Coraline con la punta delle dita, il mento indietro e lo sguardo che scappa verso il soffitto, mentre lei lo guarda con un sorriso divertito, un piede sollevato a metà passo.

La maestra esclama — Cambiate partner.

Dieci coppie restano fulminate sul posto. A quanto pare, le ha colpite tutte lo stesso colpo di fulmine. Sono rimaste saldate come i calchi di Pompei. Occhi negli occhi, intorno a loro non esiste più niente…

La maestra esclama — Musica!

Yes! Non tutto è perduto! Ondeggio a ritmo… ma gli altri ascoltano, immobili. Temo proprio che la musica sia un optional. La mettono al rallentatore, una volta sì e una no, come sottofondo. Ecco perché noi bianchi non abbiamo il ritmo nel sangue! Impariamo a ballare senza, per forza!

DRRRRIIINNG

E ci risiamo! Ecco, così imparo a fare la spiritosa, adesso tocca a me! In fondo alla sala da ballo, il mio telefono urla. La maestra perde il conto. Tutti sbagliano il passo. Silenzio di tomba. … Se mi muovo, tutti sapranno che sono io.

Io — (Ti prego, Signore! Fa' che smetta.)

Dio — …

Io — (Grazie!)

Sollievo generale. La maestra riprende le spiegazioni.

DRRRRIIINNG

Non ho scelta, vado. I miei nuovi amici mi inceneriscono con lo sguardo. Per tutta la traversata della sala da ballo, chiedo scusa a ogni coppia che incrocio:

— Ops, è l'allarme che mi ricorda di spegnere la suoneria, la mia nuova sveglia personalizzata dà i numeri.

DRRRRIIINNG (questa sala è interminabile)

— È il mio piccolo contributo allo spettacolo sonoro della serata.

DRRRRIIINNG (era pensata per il valzer, lo spazio non finisce mai)

— Il mio fan club fa di tutto per rendermi popolare, i miei genitori ne sono i presidenti.

DRRRRIIINNG (arrivata in fondo al campo da calcio) impossibile zittire il cellulare. I miei genitori hanno craccato il codice. Squilla sempre, quando sono loro. Hanno programmato un allarme nucleare, con protezione rinforzata. Ci vogliono tre password per sbloccarlo.

“Urgente” “Mamma” “Papà”

Capitolo 7 del romanzo L'amaca e i colibrì: in un'immensa sala da ballo dorata con lampadari di cristallo, Coraline dai lunghi capelli ramati attraversa la pista a piedi nudi, la mano alzata per chiedere scusa, sotto lo sguardo di due file di ballerini immobili; in primo piano, la sua borsa appoggiata su un tavolino e il telefono che vibra.

DRRRRIIINNG

Il dito scorre, ma lo schermo resta bloccato! Un giorno qualcuno dovrà spiegarmi che cos'ha che non va questo schermo.

…

…

Uff! Finalmente la suoneria si ferma! Il cellulare si sblocca, magia! 7 chiamate perse! Mannaggia, mi braccano! Non mi molleranno finché non avrò risposto! Mando un messaggio seduta stante:

Sono a lezione di ballo. Switch! Modalità silenziosa!

A fine lezione, la maestra mi propone di lasciare i miei nuovi amici salseros a fare i loro conti… e di passare al corso di salsa di livello 2.

Una settimana dopo… nel bel mezzo di una figura complicata: Doble sombrero de la plancha del brazzero enchoufla dilekeno dilekesi… qué no, qué no, qué si, qué si! Olé!

Miracolo! Neanche un DRRRRIIINNG.

Ho solo dimenticato il cellulare a casa.

Quando rientro, mia sorella, nera di rabbia, è piantonata davanti alla mia porta, pronta a riconoscere il cadavere. I miei, in preda al panico, l'hanno scambiata per i vigili del fuoco! Apro la porta: 7 chiamate senza risposta! Il mio cellulare rovente fuma ancora!

Sabato sera. Musica live da un'amica, nella sua tenuta vinicola.

Le mie amiche — Allora, pare che tu abbia conosciuto qualcuno?

Io — Sì, eccolo, sta arrivando! Sverre, ti presento Cathy, Natalia, Anouk…

Le mie amiche (mi prendono da parte) — Wow! Ma dove l'hai pescato, questo qui? È piovuto dal cielo, è un asteroide! È uno schianto! Chiedigli se ha degli amici da presentarci!

DRRRRIIINNG

Le mie amiche — È il tuo fan club?

Io — Scusate, tengo il telefono acceso, nel caso il Presidente mi chiami per salvare la Francia.

Mia madre — Pronto, tesoro? C'è rumore intorno a te, con chi sei?

Io — Con gente davvero molto losca: le mie amiche e il Vichingo.

Mi giro verso di loro — Vi salutano i miei genitori.

Le mie amiche — Grazie, altrettanto.

Chiudo la telefonata della sera… clic.

Le mie amiche — Ma hai 50 anni!

Io — Grazie, carine, 54 per la precisione! Anyway.

Le mie amiche — I tuoi ti chiamano ancora tutte le sere?

Io — Sì, e a volte anche più volte al giorno!

Le mie amiche — Non hai più 12 anni, CHE FIGURACCIA!

Io — Lo so, ho provato di tutto, non è cambiato niente. E allora lo accetto a testa alta.

È una vita che ho perso ogni credibilità agli occhi delle mie amiche. Nessuno mi prende più sul serio, qualunque sia l'argomento: partita chiusa!

E lì, di punto in bianco, il Vichingo, che non capisce la nostra lingua, dice a tutti — No! Loro molto… gentili! … Io piace!

Dall'alto dei suoi 2 metri, il Vichingo ha appena lanciato un macigno nello stagno dei luoghi comuni. Le mie amiche restano a bocca aperta! Anch'io! A parte mio padre, è l'unico che abbia mai preso le mie difese, incredibile! Così mi risparmio di tirare fuori la mia scusa campata in aria:

— A quanto pare, il mio telefono ha una vita sociale migliore della mia.

Lo guardo, con gli occhi pieni d'amore e di gratitudine infinita! Il mio Cupido gigante dal sorriso d'angelo mi prende per la vita e mi bacia a lungo. In quel momento, l'avrei seguito ovunque.


Domenica è Show!

Il giornalista — Qual è la tua suoneria del telefono?

L'autrice — Il canto dell'usignolo… in mancanza di delfini!

Il giornalista — I tuoi genitori si preoccupano ancora?

L'autrice — Sì, ma ho smesso da tempo di prenderla sul personale. È il loro modo di amare, di tenere vivo il legame: controllano che vada tutto bene. Loro hanno paura, io sdrammatizzo, questo li rassicura, ci facciamo una risata, è un gioco.

E a volte spengo il telefono. Silenzio. Pace. Libertà.

5 minuti… poi lo riaccendo. Non si sa mai: se non rispondo, mandano mia sorella in missione commando a controllare che respiri ancora. Se la svegli, diventa un'orsa col ciclo: preferisco evitare! Non vorrei farla arrabbiare, lei che per il resto è sempre di buon umore.

Capitolo 7 del romanzo L'amaca e i colibrì: Helena Solemare, sorella di Coraline, svegliata in piena notte — torcia frontale accesa sulla fronte, radio sulla spalla, lo sguardo torvo e le sopracciglia aggrottate.

Il Vichingo — Quindi se non ti fai sentire, vuol dire che sei morta?

L'autrice — Sì, dal ridere! … A meno che non ci pensi L'Ascia.

Il Vichingo — Non davanti a testimoni.

L'autrice (al pubblico) — Grazie al pubblico, che mi evita di finire sepolta viva. Senza di voi non sarei niente.

Il pubblico applaude.

Il giornalista — E cosa proponi al lettore?

L'autrice — Di scegliere una suoneria buffa per ogni persona che lo chiama spesso, e di inventare scuse strampalate da sparare quando squilla*!

Il giornalista — Gli ascolti volano. Grazie a tutti. E allora continuiamo il nostro viaggio insieme.

Il Vichingo (arringa la folla) — Guerrieri, guerriere, e voi tutti che non avete mai impugnato un remo! Oggi siete tutti Vichinghi! Ho l'onore, il privilegio e il piacere di aprirvi le porte del mio regno! Laggiù siamo i fieri discendenti degli dèi: perfino le montagne si sono sdraiate per non farci ombra! Le nostre dighe trattengono il mare da 1000 anni, e i nostri figli navigano prima di saper camminare! La nostra regina vi ha già visti arrivare nelle sue visioni! E Thor in persona viene a rifornirsi nel mio magazzino! Allora, senza ulteriori indugi, siete pronti per l'avventura? Salite a bordo alla scoperta della terra degli dèi del commercio, la culla degli eroi, il solo, l'unico… il Bas-Valhalla! OVERSTAG!!!! Vi piacerà da impazzire!

Il pubblico: gli fa la ola! Euforia generale.

L'autrice — È vero che è incredibile! Con lui nessun rischio: cosa mai potrebbe andare storto?

Un romanzo gratuito da leggere online: bio, riciclato, perfetto per accendere il fuoco nelle lunghe sere d'inverno. Trasforma il caos in una miniera d'oro creativa, le paure in risate e i lettori in creatori. Zero rifiuti. Molto ecologico.

Temi del capitolo

I miei genitori mi chiamano tutti i giorni · spegnere il telefono a lezione · essere trattata da bambina a 50 anni · ridere dei propri genitori senza tradirli · quando qualcuno prende le tue difese