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L'amaca e i colibrì. Romanzo di Karine BaridonCapitolo 14 —
Saga La Montagna
Parte 2 — Roxanne, The Police

Epigrafi

Odio la montagna!
Basta la parola e divento un ghiacciolo!


Life is just a series of embarrassing moments separated by snacks.

Traduzione di lavoro, da far rileggere a un madrelingua.

Il testo

Quel giorno sono al lavoro. Il Vichingo, nel suo drak-car, riceve visite.

La carabinierina — Toc, toc, buongiorno, carabinieri. Lasci questo terreno, signore, qui la sosta non è consentita.

Il semidio esplode — Mi sfratta dal mio regno a quattro ruote?!

La carabinierina — Lei è parcheggiato su un terreno privato, signore. Il suo cavo elettrico blocca l'accesso alla ruspa.

Al calar della notte torno dal lavoro, con le occhiaie, in piedi sotto la neve, lo sguardo appannato. Il maggiore Achbach* mi urla addosso.

Capitolo 14 del romanzo L'amaca e i colibrì: la sera, nella neve, il Vichingo in versione generale da operetta abbaia ordini dalla porta del suo camper trasformato in quartier generale, lampeggiante rosso acceso, mentre Coraline, sfinita, fa il saluto militare.

Lui — A rapporto!

Il Vichingo è in uno stato di nervi mai raggiunto prima! Dall'intervento dei carabinieri, di fronte al livello critico della minaccia, ha lanciato l'allerta rossa: emergenza massima. Le sue unità sono in posizione di difesa. Ha registrato il discorso della carabinierina, fotografato la sua targa, per farla sospendere e rovinarle la carriera.

Ecco! Il ritorno dello specchietto… Riparte con il suo delirio d'intimidazione. Provo a calmarlo.

Io — Aspetta, si sistemerà… non siamo in un brutto film di guerra.

Risultato? Mi butta fuori dal suo drak-car! Notte in bianco, nella mia macchina con la mia roba… o quasi. All'alba ha già sistemato tutto per partire. Ha appuntamento con la carabinierina alle 8 al parcheggio in fondo alle piste. E io devo accompagnarlo per tradurre. Lei mi spiega:

La carabinierina — La proprietaria ha scambiato il Vichingo per un senzatetto che occupava abusivamente il suo terreno.

Io — Ho concordato con il mio capo un posto auto per un lavoro stagionale.

La carabinierina — Il capo non ha chiesto il permesso alla proprietaria del terreno.

Io — Non mi stupisce, con i lavori in ritardo, è proprio l'ultimo dei suoi pensieri: “è tutto un ma perché?!” Ma io non c'entro niente! Però, se ci sfratta, perdo l'alloggio, il lavoro e lo stipendio. Sarò venuta a lavorare per niente.

Il Vichingo, invece di calmare le acque, getta benzina sul fuoco.

Lui — I'm a Lögmann! I'll have your badge!

Mi dico che finiremo in caserma.

Io — La ringrazia per la sua pazienza. È un Lögmann del Soumerland, famoso per sciogliere i nodi dei clan perfino al di là dei fiordi.

Lei capisce la situazione, conosce benissimo le guerre di campanile tra la proprietaria, un'ottantenne del paese, che diffida di quello straniero di un capo… Non so perché, ma ho l'intuizione che la carabinierina sia una mamma single. Allora, forse per pietà nei miei confronti o per paura per il suo posto, chiama la proprietaria, usa pazienza e diplomazia e negozia gentilmente il nostro ritorno alla casella di partenza.

La carabinierina — La proprietaria accetta che restiate fino alla data prevista per la vostra partenza.

Il Vichingo torna di colpo il più affascinante degli uomini e le offre un caffè per ringraziarla del suo intervento. Lei se ne va, tutto risolto. Gran sollievo. Per un secondo. Poi…

Lui — Finora riguardava solo te. Stavolta riguarda me! Il tuo capo mi ha umiliato e non ha fatto niente per risolvere il problema. Non finisce qui, vado a dirgli quello che penso!

Sbianco. È confermato, è la sua guerra! Se se la prende con il mio capo, il conto lo pago io, per forza! Non ho dormito abbastanza, i nervi cedono, crollo. Scoppio a piangere… lui si addolcisce… Occhio, comunque!

Io — Non è niente, mi manca il sonno, tutto qui. Non ho tempo di soffermarmici. Andiamo, devo andare al lavoro…

La sera, quando rientro… Avevo ragione a non fidarmi…

Lui — Partiamo adesso! Qui non mi sento al sicuro!

Il Vichingo va nel panico. Mi sforzo di restare focus e ancorata.

Io — Se parti prima della data prevista, resto senza un tetto.

Lui — Basta che ti riprendi il tuo alloggio da stagionale.

Io — Posso riprenderlo solo alla data prevista per la tua partenza, è nel contratto che ho firmato perché tu potessi venire.

Lui — Allora partiamo insieme!

Io — Non posso partire senza stipendio. La data è tra una settimana, puoi pur resistere fino ad allora. Dopo, fai quello che vuoi.

Lui (brontola) — Mi manipoli, ti fai mettere i piedi in testa, sei una loser! Non ho niente a che fare con le tue galere, me ne vado subito!

Giorno dopo giorno: trattative, drammi, notti in bianco, andirivieni sotto la neve a −6 °C, nella mia macchina, senza riscaldamento, ma senza crisi di nervi… “Roxanne, you don't have to put on the car light!” La felicità! Confermo, odio la montagna! Ma che ci sono venuta a fare, su questa galera?

Un romanzo gratuito da leggere online: bio, riciclato, perfetto per accendere il fuoco nelle lunghe sere d'inverno. Trasforma il caos in una miniera d'oro creativa, le paure in risate e i lettori in creatori. Zero rifiuti. Molto ecologico.

Temi del capitolo

I carabinieri bussano alla porta del camper · tradurre senza tradurre la minaccia · stretta tra la coppia e il capo · il mio compagno mi butta fuori · dormire in macchina d'inverno · stagione invernale senza stipendio · resistere ancora una settimana