In un ristorante di montagna, una sera di festa, un cameriere inciampa nell'enorme cane nero sdraiato di traverso nel corridoio: il vassoio vola via, Coraline salta a braccia tese per afferrarlo, e l'uomo biondo ride a crepapelle senza alzarsi dalla sedia — L'amaca e i colibrì, scheda pratica Il suo «noi» non esiste

Ti include nella sua decisione senza averti chiesto il tuo parere?

Il suo «noi» non esiste

Smaschera la sua posa, non la sua decisione. Non sei d'accordo, e nessuno ti ha chiesto niente.

La morsa si stringe

Ti invita al ristorante. Cercate dove andare.

— «E se andassimo in paese?»
— «No, non mi piace.»
— «E alla stazione sciistica?»
— «Nemmeno. Ho un'idea migliore: e se andassimo proprio qui accanto?»
— «Non credo sia una buona idea. Lavoro lì.»
— «Eccome! È l'opzione migliore! Ecco, ho prenotato, dai, vieni tra le mie braccia!»

«Hanno messo il nostro tavolo — o meglio il suo ego — in mezzo al corridoio.»

Un'ora dopo, in mezzo alla sala, si alza:

— «Ce ne andiamo, seguimi!»

Estratto dal capitolo 16 — Il tacchino alle castagne

Perché questo «noi» ti incastra

«Abbiamo deciso.» No: lui ha deciso. Scarica la sua responsabilità su di te, e ti fa portare una scelta che non è tua.

E se contesti dopo, non stai più rifiutando una decisione: stai rovinando l'atmosfera. Lui ci conta, pensa che non oserai.

Non è il tuo capo. E anche se lo fosse! Hai il diritto di dire di no.

Da fare subito

Smaschera la sua posa: ti sta manipolando.

— «Il tuo «noi» non esiste. Non c'è accordo senza consenso.»
— «Non mi hai chiesto il mio parere. Non sono d'accordo. È no. Punto.»

Da fare prima: metti la tua regola

Mettere la regola quando la decisione è già annunciata è già difendersi. Metterla prima è non doverlo fare.

— «Non parlare a nome mio. Chiedimi il mio parere prima.»
— «E rispettalo se non sono d'accordo. Si chiama coppia, non fan club.»

Una frase corta, detta presto, ti risparmia una serata intera.

Da non fare

Non lasciarti trascinare nell'argomento. Non discuterne, non giustificarti, non negoziare.

Non c'è nessun argomento: non sei d'accordo. È no. Punto.

Come riprenderti il tuo posto?

Basta una frase corta. Meno dici, meno appigli gli dai.

  1. Dice «abbiamo deciso».
    — «Parla per te, non per me.»
  2. Insiste, è meglio per tutti.
    — «Meglio per noi, no. Solo meglio per te.»
  3. Dà per scontato che tu sia d'accordo senza avertelo chiesto.
    — «Mi attengo a quello che avevamo deciso di comune accordo. Non a quello che hai deciso tu da solo.»
  4. E quando è un «noi» maiestatico, rispondi con umorismo.
    — «Vuoi anche il trono reale?»

Da ricordare

Non c'è accordo senza consenso.
Non mi hai chiesto il mio parere. Non sono d'accordo.
È no. Punto.

Scheda pratica 07 — Il suo «noi» non esiste
« La mia penna è il mio NO. »
Romanzo L'amaca e i colibrì, di Karine Baridon.