Coraline, sfinita in una poltrona, fa il test con una terapeuta — L'amaca e i colibrì, scheda pratica
Colibrì, l'icona delle schede pratiche di L'amaca e i colibrì

Come capire se è stanchezza o qualcosa di più?

100% di successo

L'unico esame in cui barrare tutte le caselle non è una buona notizia.

La chiaveNon cercare cosa senti. Guarda cosa non riesci più a fare.

«A quanto pare, barro tutte le caselle. È un buon segno, no?»

Capitolo 37 — Morbida come una piuma

Quando ti capita

Vai dal medico per delle vitamine. Solo delle vitamine, perché lavori tanto e in questo periodo dormi poco. «In questo periodo» dura da sette mesi. Spieghi al rallentatore, cercando le parole.

Perché sei l'ultima a saperlo

Ti sei abituata a piccoli scatti, e ogni scatto è diventato la nuova normalità. Il corpo, invece, non si abitua: tiene il conto. E il giorno in cui non ti ricordi più il tuo indirizzo, non ti avvisa — ti presenta la fattura.

Regola

Il corpo tiene il conto che tu ti rifiuti di tenere.

Come vederci chiaro, in 3 mosse

  1. Scrivi tre cose normali che facevi l'anno scorso e che non fai più. Non grandi progetti: chiamare un'amica, cucinare, leggere 10 pagine, ridere a una battuta.
  2. Mettici una data. Da quando, esattamente? Se non sai rispondere, scrivi «non lo so più» — è già una risposta.
  3. Mostra questa lista a un medico. Non quello che senti, non la tua storia: la lista. È più difficile da minimizzare di un «va tutto bene, sono solo un po' stanca».

⚠ Questa scheda non fa diagnosi

Serve a riconoscere un momento, non a dargli un nome. Barrare caselle non sostituisce un medico, e appiccicarsi un'etichetta non cura nessuno. L'unica cosa che questa scheda ti chiede è di prendere un appuntamento. Se stai molto male, non aspettare questa lista: parlane oggi con qualcuno.

Cosa cambia per te

Smetti di chiederti se hai il diritto di essere stanca. La domanda non è se altri resistono meglio di te: è capire cosa non funziona più. Una lista di 3 righe fa questo lavoro meglio di sei mesi di dubbi.

Come allenarti

2 minuti, una volta al mese. Rileggi la tua lista e guardi se si allunga o si accorcia. È l'unico cruscotto di cui hai bisogno, e non mente.

Da ricordare

Il giorno in cui non ritrovo più il mio indirizzo, il mio corpo ha già risposto al posto mio.

Ti chiedi

Sono tutti stanchi così?

No. La stanchezza normale si ripara con un fine settimana. Questa non si ripara più: dormi e ti svegli vuota uguale.

E se esagero?

È la domanda che si fanno tutti, ed è proprio quello il sintomo. Chi esagera non si chiede se sta esagerando.

Non ho tempo di fermarmi.

È esattamente quello che dicono tutti prima di fermarsi di colpo, senza aver scelto il momento. 3 giorni adesso costano meno di sei mesi più tardi.

Guardare i colibrì

Guardare i colibrì è cambiare punto di vista.
È vedere le cose da tutte le angolazioni.
È accettare tutte le parti di noi. E quelle degli altri.
E riderci su.

Un colibrì ha tutti i colori. Anche noi. Le nostre ombre e le nostre luci.
Fai un passo di lato: il verde diventa rosa. Poi dorato.
Non si è mosso niente, tranne te.

A cosa serve una scheda pratica

A provare uno strumento.
A cambiare punto di vista.
A ridere di una cosa che stamattina ti pesava.

Cosa non è

Non è una terapia.
Non è una diagnosi.
Non è un tribunale: non si cerca un colpevole.
Non è un manuale di buone maniere. Fai quello che vuoi.

Il suo scopo

Accettare che siamo umani. E fallibili.
Le nostre parti d'ombra. Le nostre parti di luce.
Sdrammatizzare, per togliere le resistenze.
Non giudicarsi. Non giudicare gli altri.
Riderci su. È più efficace, ed è più divertente.

Qui non si giudica nessuno. Soprattutto non te.
Non sappiamo niente che tu non sappia. Abbiamo solo scritto degli strumenti.

Da dove vengono queste schede

Non sono state inventate. Sono uscite da un romanzo, capitolo dopo capitolo — e nell'ordine in cui le ho imparate. Non nell'ordine logico: nell'ordine in cui mi sono cadute addosso.

Messe una dopo l'altra, ecco cosa dicono:
Non farsi incastrare in mezzo.
Non dover dimostrare il proprio valore.
Capire l'altro senza portare ciò che è suo.
Riconoscere ciò che si ripete.
Mettere il limite, e tenerlo.
Dare un nome alla manovra basta a disinnescarla.
Uscire quando chi giudica è anche chi accusa.
Ascoltare il corpo, che risponde prima di noi.
Scegliere cosa tenere.
E infine: scegliere verso cosa andare.

Questa logica l'ho vista solo dopo, rileggendo. Per questo regge: nessuno l'ha disegnata in anticipo.

Se qualcosa ti supera, vai da un professionista. Una scheda è uno strumento, non un medico.