L'uomo biondo, solo in una luce fredda, parla ancora al telefono con la mano alzata, mentre Coraline corre già sulla spiaggia nel sole al tramonto — L'amaca e i colibrì, scheda pratica Come non cedere quando l'altro insiste

Come non cedere quando l'altro insiste?

La terza volta, non rispondere più

Smetti di rispondere quando ti chiedono più volte la stessa cosa. Sei stanca, non hai cambiato idea.

La morsa si stringe

31 dicembre. Una settimana di lavoro senza un giorno di riposo.

— «È Capodanno! Seppelliamo l'ascia di guerra, ti porto al ristorante!»
— «Non serve, ho voglia di dormire.»
— «Dai, ci farà bene cambiare aria e fare festa!»
— «No, sono distrutta, ho davvero bisogno di recuperare il sonno.»
— «Vieni, offro io, ci rilassiamo un po'.»
— «Dici? Mah, forse hai ragione.»

Estratto dal capitolo 16 — Il tacchino alle castagne

Trappola

Vuole convincerti. Ti ripete lo stesso argomento perché tu ceda. Conosce la tua risposta. Non gliene importa. Vuole che tu cambi. Richiede finché non molli, poco importa se non hai più forze. A un certo punto dici sì. Non perché ti ha convinta. Perché sei stanca.

Hai detto sì perché eri stanca. Puoi tornare sulla tua decisione?

Un sì per stanchezza non ti impegna a niente. Puoi sempre cambiare idea.

Come non cedere quando insiste?

Conta quante volte hai risposto no. La terza volta, smetti di argomentare.
— «Me l'hai chiesto tre volte. Mi fermo qui. La mia risposta è no.»
Se insiste ancora, non rispondere più niente. Silenzio. Non negoziare.

Da non fare

Non argomentare la tua risposta perché lui capisca: è fatica sprecata, non vuole.
Non contare per accusare, per dimostrare che ce l'ha con te, per costruirti un tribunale, per fare la vittima.
Al contrario: scegli di smettere di argomentare, prenditi la tua responsabilità, decidi che è no. Punto e basta.

Anticipa i tuoi momenti di stanchezza

La mattina, scrivi il tuo limite nel telefono. La sera, non cercare la tua risposta. Leggila.

Perché cedi la sera, quando la mattina tieni duro?

La tua energia cala durante la giornata. Dire no ti costa energia. Non è una questione di carattere, è una questione di batteria. Alle ventidue non hai la stessa energia delle otto. Hai solo meno forza per dire no.

Come dirgli che smetti, con gentilezza?

— «Ti ho già risposto di no, passo ad altro.»

Da ricordare

Dopo 3 no, smetti di argomentare, di spiegare.
Di’ «Ti ho già risposto di no», e passa ad altro.

Scheda pratica 03 — La terza volta, non rispondere più
« La mia penna è il mio NO. »
Romanzo L'amaca e i colibrì, di Karine Baridon.

Guardare i colibrì

Guardare i colibrì è cambiare punto di vista.
È vedere le cose da tutte le angolazioni.
È accettare tutte le parti di noi stessi. E quelle degli altri.
E riderci su.

Un colibrì ha tutti i colori. Anche noi. Le nostre ombre e le nostre luci.
Fai un passo di lato: il verde diventa rosa. Poi oro.
Niente si è mosso, tranne te.

A cosa serve una scheda pratica

A provare uno strumento.
A cambiare punto di vista.
A ridere di una cosa che stamattina ti pesava.

Cosa non è

Non è una terapia.
Non è una diagnosi.
Non è un tribunale: non si cerca un colpevole.
Non è un manuale di buona condotta. Fai quello che vuoi.

Il suo scopo

Accettare che siamo umani. E fallibili.
Le nostre parti d'ombra. Le nostre parti di luce.
Sdrammatizzare, per togliere le resistenze.
Non giudicarsi. Non giudicare gli altri.
Riderci su. È più efficace, ed è più divertente.

Qui non si giudica nessuno. Soprattutto non te.
Non sappiamo niente che tu non sappia. Abbiamo solo scritto degli strumenti.

Da dove vengono queste schede

Non sono state inventate. Sono uscite da un romanzo, capitolo dopo capitolo — e nell'ordine in cui le ho imparate. Non nell'ordine logico: nell'ordine in cui mi sono cadute addosso.

Cosa viene fuori, messe in fila:
Non farsi incastrare in mezzo.
Non dover dimostrare il proprio valore.
Capire l'altro senza portare ciò che gli appartiene.
Individuare ciò che si ripete.
Mettere il limite, e tenerlo.
Dare un nome alla manovra basta a disinnescarla.
Uscire quando quelli che giudicano sono quelli che accusano.
Ascoltare il corpo, che risponde prima di noi.
Scegliere cosa tenere.
E infine: scegliere verso cosa andare.

Questa logica l'ho vista solo dopo, rileggendo. Per questo regge: nessuno l'ha disegnata in anticipo.

Se qualcosa ti supera, rivolgiti a un professionista. Una scheda è uno strumento, non un medico.